Se il vostro allevamento ha subito abbattimenti o restrizioni sanitarie per aviaria o peste suina africana, la notizia che arriva da Bruxelles vi riguarda direttamente. L’Unione Europea ha stanziato 73 milioni di euro destinati agli allevatori italiani colpiti da queste due emergenze sanitarie. Con il cofinanziamento nazionale, la cifra reale a disposizione del settore sale a 146,5 milioni di euro.
Non tutti potranno accedere automaticamente a questi fondi: ci sono criteri precisi che stabiliscono chi rientra tra i beneficiari e chi invece resta escluso. Vediamo subito chi può richiederli e come funziona il meccanismo di erogazione.
Chi può richiedere i 73 milioni: beneficiari e requisiti di accesso
I fondi sono riservati alle aziende zootecniche che hanno subito danni diretti o indiretti a causa dell’influenza aviaria o della peste suina africana nelle zone dichiarate a rischio o già colpite dai focolai. Rientrano tra i possibili beneficiari gli allevatori che hanno dovuto procedere ad abbattimenti forzati degli animali, ma anche chi ha subito perdite economiche legate alle restrizioni sanitarie imposte nelle aree di protezione e sorveglianza.
Un aspetto importante riguarda proprio i danni indiretti: non serve aver avuto un focolaio conclamato all’interno della propria azienda per poter presentare domanda. Anche gli agricoltori che si trovano nelle zone limitrofe, e che hanno subito blocchi alla movimentazione degli animali o cali della produzione per via delle misure di biosicurezza obbligatorie, potranno rientrare nei criteri di ammissibilità stabiliti dalle Regioni.
Le domande dovranno essere presentate secondo modalità che verranno definite a livello regionale, poiché sarà compito delle singole Regioni gestire la distribuzione operativa dei fondi sul territorio, in coordinamento con il Ministero dell’Agricoltura (un tema di attualità anche per le nuove regole sui fondi europei dal 2028). Sarà quindi necessario seguire i bandi locali e rispettare le scadenze indicate, oltre a documentare con precisione l’entità dei danni subiti.
Da 73 a 146,5 milioni: come funziona il raddoppio
I 73 milioni stanziati dall’UE non rappresentano l’intera cifra disponibile. Grazie al cofinanziamento nazionale, previsto dalle regole sugli aiuti di Stato in agricoltura, l’importo complessivo destinato agli allevatori italiani arriva a 146,5 milioni di euro, quasi il doppio della dotazione europea iniziale.
Il contesto: aviaria e peste suina africana in Italia
L’emergenza sanitaria che ha colpito il settore zootecnico italiano negli ultimi anni ha due protagonisti principali. Da un lato l’influenza aviaria, che continua a colpire allevamenti avicoli in diverse regioni, costringendo a ripetuti abbattimenti preventivi per contenere la diffusione del virus. Dall’altro la peste suina africana, che ha imposto zone rosse e restrizioni severe alla movimentazione dei suini, con conseguenze pesanti anche per le aziende che non avevano registrato casi diretti di contagio.
Entrambe le malattie hanno un impatto che va oltre la perdita degli animali abbattuti. Le aziende zootecniche coinvolte hanno dovuto affrontare costi aggiuntivi per le misure di biosicurezza, blocchi commerciali verso l’estero e una contrazione della domanda interna legata alla percezione del rischio da parte dei consumatori. È proprio questa dimensione allargata del danno che ha spinto l’Unione Europea a intervenire con un pacchetto di sostegno mirato.
Come ottenere i fondi e impatto sul settore zootecnico

Per accedere agli indennizzi, gli allevatori dovranno rivolgersi agli uffici regionali competenti in agricoltura, presentando documentazione che attesti i danni subiti: certificazioni veterinarie, registri di movimentazione degli animali, prove delle perdite economiche legate alle restrizioni. La procedura ricalca in parte quella già utilizzata per precedenti emergenze sanitarie nel settore zootecnico.
L’impatto atteso di questi 146,5 milioni di euro, come già avvenuto con i 37,5 milioni di Invitalia destinati a Melinda, non si limita al singolo indennizzo aziendale. Per un settore che negli ultimi anni ha visto crescere i costi di gestione del rischio sanitario, questi fondi rappresentano un sostegno concreto alla tenuta economica di migliaia di aziende, molte delle quali a conduzione familiare. Gli agricoltori italiani chiedono da tempo interventi più strutturali, e questa misura viene letta come un primo passo verso un sistema di protezione più stabile contro le emergenze zoosanitarie ricorrenti.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Fondo UE | 73 milioni di euro |
| Cofinanziamento nazionale | circa 73,5 milioni di euro |
| Totale disponibile | 146,5 milioni di euro |
Nei prossimi mesi saranno le Regioni a tradurre questo stanziamento in bandi concreti, definendo scadenze e modalità di presentazione delle domande. Per chi gestisce un’azienda zootecnica colpita, il consiglio pratico resta quello di monitorare le comunicazioni ufficiali degli assessorati regionali all’agricoltura e tenere pronta tutta la documentazione relativa ai danni subiti, così da non perdere la finestra utile per presentare richiesta.





