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37,5 milioni di Invitalia per Melinda: la visita al Consorzio di Cles

Presidente in piedi davanti stabilimento produzione mele moderne attrezzature

Una visita che pesa 37,5 milioni di euro. L’Amministratore Delegato di Invitalia è arrivato nello stabilimento di Cles per toccare con mano i risultati di uno degli investimenti pubblici più consistenti degli ultimi anni nel settore agroalimentare trentino. Al centro dell’incontro, il rapporto tra Invitalia e il Consorzio Melinda, una collaborazione che dal 2024 sta ridisegnando la capacità produttiva e tecnologica della cooperativa agricola.

Il dato principale è chiaro: 37,5 milioni di euro di finanziamenti erogati o programmati da Invitalia in favore di Melinda dal 2024 in poi. Una cifra che comprende sia gli interventi già completati sia i progetti in corso, tra cui spicca il nuovo programma Melinda Lab, da 26,4 milioni, dedicato a innovazione e ricerca applicata alla filiera delle mele.

La visita di Mattarella (AD Invitalia) al Consorzio Melinda di Cles

L’Amministratore Delegato Mattarella ha visitato lo stabilimento di Cles insieme ai vertici del Consorzio Melinda, in una giornata che ha permesso di verificare lo stato di avanzamento dei lavori finanziati negli ultimi due anni. Cles, cuore produttivo della Val di Non, ospita alcuni degli impianti più importanti della cooperativa, dove convergono le mele raccolte in tutta la valle prima della lavorazione e della distribuzione.

Durante il sopralluogo sono stati mostrati gli impianti aggiornati grazie ai fondi Invitalia, con particolare attenzione alle linee di conservazione e selezione del prodotto. Non è stata soltanto una tappa istituzionale: la visita ha avuto un valore concreto, quello di certificare che i finanziamenti pubblici si stanno traducendo in strutture operative e in occupazione stabile sul territorio.

I 37,5 milioni di investimenti Invitalia per Melinda dal 2024

Il pacchetto complessivo di 37,5 milioni si inserisce negli strumenti che Invitalia dedica alle imprese del settore agroalimentare, come dimostra anche l’investimento da 50 milioni di euro di Purina nello stabilimento di Portogruaro, con particolare riguardo alle filiere cooperative che rappresentano un pilastro dell’economia di montagna. Per il Trentino, e in particolare per la Val di Non, si tratta di una delle iniezioni di capitale pubblico più rilevanti degli ultimi anni.

I progetti finanziati e i risultati

Gran parte delle risorse è stata destinata all’ammodernamento degli impianti di stoccaggio e lavorazione delle mele, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e allungare la conservazione del prodotto lungo tutto l’anno. Altra quota significativa è andata a sostenere l’efficienza energetica degli stabilimenti, un tema sempre più centrale per un’azienda che lavora su larga scala e con margini stretti legati ai costi energetici.

Ai risultati già visibili si aggiungono i cantieri ancora in corso, che dovrebbero completarsi nei prossimi mesi. Il Consorzio ha confermato che l’obiettivo non è soltanto l’ammodernamento tecnico, ma anche il consolidamento occupazionale nelle aree rurali della valle, dove Melinda resta uno dei principali datori di lavoro.

Il nuovo programma Melinda Lab da 26,4 milioni

Laboratorio ricerca con attrezzature scientifiche e campioni biologici

La parte più innovativa dell’accordo riguarda Melinda Lab, un programma da 26,4 milioni di euro pensato per rafforzare la componente di ricerca e sviluppo della cooperativa. L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare parte della produzione verso metodi più sostenibili, con un’attenzione crescente alla produzione biologica e alle tecniche agronomiche a basso impatto ambientale.

Cosa cambia con Melinda Lab

Il programma finanzia laboratori di analisi, ricerca varietale e sperimentazione su nuove tecniche di coltivazione. L’idea è ridurre l’uso di fitofarmaci e migliorare la resa delle mele coltivate in Val di Non, senza compromettere la qualità che ha reso il marchio Melinda riconoscibile a livello nazionale.

Il progetto guarda anche alla formazione dei produttori associati, coinvolti in percorsi di aggiornamento tecnico che dovrebbero facilitare la transizione verso pratiche agricole più moderne. È un cambio di passo che punta a mantenere competitiva la cooperativa in un mercato dove la domanda di prodotti sostenibili cresce ogni anno.

Chi sono Invitalia e il Consorzio Melinda

Invitalia è l’agenzia nazionale che gestisce, per conto dello Stato, gli strumenti di sostegno finanziario alle imprese e ai territori, sulla stessa linea dei 136 milioni di euro destinati agli agricoltori per il caro fertilizzanti. Negli ultimi anni ha ampliato il proprio raggio d’azione verso il settore agroalimentare, riconoscendo il ruolo strategico delle cooperative agricole nel sostenere l’occupazione nelle aree interne e montane del paese.

Il Consorzio Melinda, dal suo lato, riunisce migliaia di famiglie produttrici della Val di Non e delle valli limitrofe, coordinando raccolta, conservazione e commercializzazione delle mele con il marchio omonimo. Lo stabilimento di Cles rappresenta uno dei nodi logistici principali di questa rete, capace di gestire volumi enormi di prodotto durante la stagione di raccolta.

L’intreccio tra i due soggetti, uno pubblico e uno cooperativo, mostra come lo sviluppo economico di un territorio come il Trentino passi anche attraverso partnership di questo tipo. I 37,5 milioni destinati a Melinda non sono soltanto un numero: rappresentano un segnale concreto sulla direzione che l’agricoltura di montagna sta prendendo, tra innovazione tecnologica e attenzione crescente alla sostenibilità ambientale.

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Article publié par la rédaction de Iasse.

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