Un nome nuovo, una strategia chiara: UNA Italian Hospitality ha deciso di puntare tutto su due leve, l’identità italiana e la fidelizzazione del cliente. Non è un semplice restyling grafico, ma un cambio di passo che riguarda il modo in cui il gruppo alberghiero racconta se stesso e costruisce la relazione con chi sceglie le sue strutture.
La risposta, in sintesi, è questa: il gruppo ha rinnovato il proprio brand diventando UNA Italian Hospitality, ha lanciato un programma loyalty chiamato untourist e ha messo l’autenticità italiana al centro di ogni esperienza offerta, dalla colazione al design delle camere. Tre mosse pensate per crescere in un mercato del turismo in Italia sempre più competitivo.
La strategia di crescita di UNA Italian Hospitality: identità e fidelizzazione
Il gruppo ha scelto di non competere solo sul prezzo o sulla quantità di strutture, ma su un posizionamento più netto. La strategia di crescita si basa su due pilastri che si rafforzano a vicenda: da un lato l’identità italiana come tratto distintivo riconoscibile ovunque, dall’altro la fidelizzazione come strumento per trasformare un cliente occasionale in un ospite ricorrente.
Giorgio Marchegiani, alla guida del gruppo, ha spiegato che la vera sfida non è aprire nuove strutture a ogni costo, ma costruire un rapporto duraturo con chi viaggia. Per questo la hospitalità di UNA non si limita all’accoglienza in albergo: diventa un filo conduttore che accompagna il cliente prima, durante e dopo il soggiorno.
Il rebranding: nasce UNA Italian Hospitality
Il cambio di nome, da semplice UNA a UNA Italian Hospitality, non è casuale, e richiama l’importanza dell’identità sonora del marchio come leva poco sfruttata dalle imprese. Serve a comunicare in modo immediato ciò che il gruppo alberghiero vuole rappresentare: uno stile di ospitalità radicato nella cultura italiana, con tutte le sue sfumature regionali, gastronomiche e architettoniche.
Il rebranding ha coinvolto anche il modello di sviluppo, seguendo una tendenza simile a quella osservata quando Decathlon ha cambiato strategia in Italia aprendo al franchising. UNA Italian Hospitality punta a crescere anche tramite franchising, permettendo a nuovi partner di entrare nel gruppo mantenendo però standard precisi di brand identity. Questo consente un’espansione più rapida senza diluire l’identità che il gruppo ha deciso di difendere.
Gli obiettivi del nuovo posizionamento
L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato aumentare la riconoscibilità del marchio sui mercati internazionali, dall’altro consolidare la vocazione del gruppo come ambasciatore dello stile italiano nell’accoglienza. Non si tratta solo di estetica, ma di un modo di lavorare che coinvolge il personale, la selezione dei fornitori locali e l’attenzione ai dettagli tipici di ogni territorio.
Nel rebranding, ogni struttura del gruppo mantiene elementi locali distintivi (menu regionali, materiali artigianali, riferimenti culturali del territorio) invece di uniformarsi a uno stile unico e anonimo. È questo il modo in cui l’identità italiana diventa concreta, non solo dichiarata.
Untourist: il programma loyalty che segue la domanda

Il programma fedeltà untourist rappresenta forse la novità più concreta di questa strategia. Il nome gioca sull’idea di superare la logica del turista generico, per proporre un’esperienza più personalizzata, costruita sui comportamenti reali di chi prenota.
A differenza dei classici programmi loyalty basati solo sull’accumulo di punti, untourist segue la domanda: analizza le preferenze di viaggio, le stagioni scelte, il tipo di struttura preferita, per offrire vantaggi mirati invece di sconti generici. Questo approccio permette a UNA Italian Hospitality di rafforzare la relazione con il cliente nel tempo, invece di limitarsi alla singola transazione.
Marchegiani ha definito questa scelta una strategia vincente proprio perché nasce dall’ascolto: il programma non impone un modello rigido, ma si adatta a come le persone viaggiano oggi, tra soggiorni brevi, lavoro ibrido e maggiore attenzione all’esperienza rispetto al puro pernottamento.
L’identità italiana come leva competitiva
In un mercato dove molti gruppi alberghieri internazionali propongono esperienze standardizzate, puntare sull’autenticità italiana diventa un vantaggio competitivo. UNA Italian Hospitality lo traduce in scelte concrete: colazioni con prodotti locali, arredi ispirati all’artigianato regionale, staff formato per raccontare la storia del territorio in cui si trova ogni struttura.
Questa scelta risponde anche a una tendenza più ampia del turismo in Italia, dove i viaggiatori internazionali cercano sempre meno l’hotel anonimo e sempre più un’esperienza che racconti qualcosa del luogo visitato. L’identità italiana diventa così non solo un tratto estetico, ma un vero argomento di vendita.
Risultati e prospettive future del gruppo
Sul fronte dei numeri, il gruppo ha registrato segnali di crescita coerenti con la nuova strategia, con un fatturato in miglioramento rispetto agli anni precedenti e un’espansione della rete anche grazie al franchising, in un settore alberghiero italiano che vede già 16 hotel italiani nella classifica mondiale dei migliori 100.” I risultati del 2024 hanno confermato che l’investimento su identità e fidelizzazione sta portando frutti misurabili, non solo in termini di immagine.
Le prospettive future puntano a consolidare untourist come strumento centrale di relazione con il cliente, ampliando al tempo stesso la rete di strutture affiliate mantenendo però il controllo qualitativo sul brand. Una scommessa che, se confermata nei prossimi mesi, potrebbe rendere UNA Italian Hospitality un riferimento più solido nel panorama alberghiero italiano.





