Trecento milioni di euro per far dormire più studenti a due passi da Parigi. È la cifra dell’operazione con cui DeA Capital, Invesco e Banque des Territoires puntano sullo student housing francese, un segmento che il mercato immobiliare guarda con sempre più attenzione. Ecco cosa prevede l’accordo, dove si costruirà e chi gestirà le strutture.
Un investimento da 300 milioni per lo student housing francese
Il cuore della notizia è semplice. DeA Capital, Invesco e Banque des Territoires investono 300 milioni di euro per ampliare l’offerta di studentati in Francia, con progetti concentrati nell’area parigina. L’obiettivo è trasformare immobili esistenti in residenze moderne per alloggi per studenti, in un territorio dove la domanda supera da tempo i letti disponibili.
L’operazione si muove dentro una joint venture che ha respiro europeo. Dietro c’è la collaborazione tra Invesco e DeA Capital Real Estate, mentre la parte operativa passa a Camplus, il gestore specializzato nelle residenze universitarie. La presenza di Banque des Territoires, istituzione pubblica francese, dà all’iniziativa un ancoraggio locale.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Investimento | 300 milioni di euro |
| Investitori | DeA Capital, Invesco, Banque des Territoires |
| Tipo di intervento | riconversione di ex uffici in studentati |
| Località | Issy-les-Moulineaux, Boulogne-Billancourt e Parigi |
| Posti letto | 546 nei due immobili, circa 250 nel nuovo progetto |
| Gestore | Camplus |
I progetti: riconversione di ex uffici nella regione parigina
La scelta di puntare sulla riconversione non è casuale. Molti edifici per uffici della cintura parigina hanno perso appeal dopo la diffusione del lavoro da remoto, e trasformarli in studentati è spesso più rapido che costruire da zero. Le strutture sono già inserite nel tessuto urbano, vicine ai trasporti e ai poli universitari.
Il piano riguarda due immobili tra Issy-les-Moulineaux e Boulogne-Billancourt, alle porte di Parigi, che insieme offriranno 546 posti letto. A questi si aggiunge un nuovo progetto da circa 250 posti letto nella regione parigina. In totale si parla quindi di quasi 800 posti letto pensati per chi studia nella capitale e nei comuni limitrofi.
Issy-les-Moulineaux e Boulogne-Billancourt sono due località ben collegate, con una forte presenza di aziende e servizi. Per uno studente significa vivere in zone dinamiche, con tempi di spostamento ragionevoli verso le università del centro.
Perché gli ex uffici piacciono agli investitori
Volumi ampi, buona accessibilità e strutture già esistenti riducono tempi e complessità del cantiere. Per un gestore come Camplus, questo si traduce in residenze più veloci da mettere sul mercato.
La piattaforma europea e il ruolo di Camplus

L’accordo non è un’operazione isolata. Fa parte di una piattaforma europea dedicata allo student housing, nata dalla joint venture tra Invesco e Camplus con il sostegno di DeA Capital Real Estate. Il modello punta a replicare in più Paesi lo stesso schema: investitori istituzionali che finanziano, un operatore specializzato che gestisce.
Camplus è il nome che i lettori italiani riconoscono meglio. Il gruppo è attivo da anni nelle residenze universitarie e porta in Francia un know-how costruito sul campo. Il suo compito è gestire gli studentati: dall’assegnazione dei posti letto ai servizi, fino alla vita della comunità di studenti.
Nelle ricerche sul tema compaiono anche accordi precedenti che coinvolgono DeA Capital Real Estate, Camplus e Partners Group. Segno che la formula della joint venture, in questo comparto, è già stata collaudata.
Il mercato dello student housing in espansione
Perché tanto interesse per gli studentati? La risposta sta nei numeri della domanda. Il numero di studenti universitari, in Francia come in gran parte d’Europa, cresce più in fretta dell’offerta di alloggi per studenti, e i posti nelle residenze tradizionali non bastano. Il risultato è la pressione sugli affitti studenteschi nelle grandi città, Parigi in testa.
Per gli investitori istituzionali lo student housing rientra tra gli asset alternativi (come dimostra anche il fondo Pitagora per gli alloggi universitari), quelli che affiancano uffici, commerciale e residenziale classico. Offre flussi di cassa stabili, una domanda che si rinnova ogni anno e una clientela internazionale. Per questo fondi e gestori del risparmio guardano al settore come a una diversificazione solida.
Resta un punto da tenere d’occhio: la qualità dell’offerta. Le nuove residenze puntano su spazi comuni, connessione veloce e servizi inclusi, standard che gli studenti internazionali ormai danno per scontati. Con questa operazione, DeA Capital, Invesco e Banque des Territoires mostrano di aver capito dove sta andando il mercato.
L’investimento da 300 milioni racconta quindi una tendenza più ampia. Il capitale si sposta verso studentati gestiti da operatori specializzati, e la Francia, con il suo bacino universitario, è uno dei terreni più promettenti.





