Un piano da 380 milioni di euro per cambiare volto all’hôtellerie di lusso italiana. Il Gruppo Mangia’s punta forte sul segmento premium e lo fa con una strategia precisa, scandita da tappe che vanno da qui al 2028. Non si tratta di un’operazione isolata, ma di un percorso costruito insieme a un partner finanziario di peso.
Il cuore del piano è semplice da riassumere: 380 milioni di investimenti destinati a nuove aperture, ristrutturazioni e ampliamento del portafoglio immobiliare entro il 2028. L’obiettivo dichiarato è arrivare a gestire circa 5mila camere, con una crescita dei ricavi stimata attorno al 30% rispetto ai livelli attuali. Un salto dimensionale importante per un gruppo che negli ultimi anni ha già cambiato scala.
Il piano di investimento da 380 milioni nel lusso
Mangia’s non è un nome nuovo nel panorama dell’hospitality italiana, ma la portata di questo investimento segna un cambio di passo. I 380 milioni verranno distribuiti su più fronti: nuove strutture, riqualificazione di immobili esistenti e ingresso in mercati urbani finora poco presidiati dal gruppo. Il turismo di lusso italiano, del resto, continua ad attrarre capitali internazionali proprio per la solidità della domanda estera.
La logica dietro il piano è quella di consolidare il posizionamento nel segmento premium senza disperdere energie su troppi fronti contemporaneamente. Le risorse verranno concentrate su asset ad alto potenziale, scelti in base alla capacità di generare ricavi elevati per camera e di attrarre una clientela internazionale disposta a spendere per esperienze esclusive.
La partnership strategica con Blackstone
Dietro la solidità finanziaria del piano c’è l’alleanza con Blackstone, colosso globale del real estate e della finanza alternativa. La partnership non è solo una fonte di capitali: rappresenta anche un accesso a competenze internazionali nella gestione di portafogli alberghieri di grandi dimensioni.
Per Blackstone, l’operazione si inserisce in una strategia più ampia di investimento nel settore hospitality europeo, dove il mercato italiano resta uno dei più interessanti per rendimento e prospettive di crescita. Per Mangia’s, l’ingresso di un investitore di questo calibro significa poter accelerare i tempi di espansione senza dover ricorrere esclusivamente a capitale proprio o debito bancario tradizionale.
Passare a 5mila camere in gestione entro il 2028 significherebbe quasi raddoppiare l’offerta attuale del gruppo, con una crescita dei ricavi del 30% trainata soprattutto dalle nuove aperture in Sicilia e nelle grandi città.
I progetti di espansione territoriale

L’espansione geografica segue una logica precisa: rafforzare la presenza storica nelle Isole Maggiori e allargare lo sguardo verso le città d’arte e i mercati della montagna. In Sicilia, terreno d’origine del gruppo, è atteso il debutto di un nuovo boutique hotel a Scicli, una scelta che punta sull’autenticità del territorio ibleo più che sulla scala industriale tipica dei grandi resort.
Parallelamente, Mangia’s guarda alla montagna come nuovo segmento da presidiare, con strutture pensate per intercettare una domanda che cresce tutto l’anno e non solo nei mesi estivi. A questo si aggiunge l’ingresso in due mercati urbani strategici: Milano e Roma. Le due città rappresentano un terreno diverso rispetto ai resort mare, con una clientela business e leisure che richiede standard e servizi differenti, ma con margini di redditività altrettanto interessanti nel segmento premium.
Questa combinazione tra Sicilia, montagna e grandi città punta a diversificare il rischio del portafoglio, riducendo la dipendenza dalla stagionalità tipica del turismo balneare. Il boutique hotel di Scicli, in particolare, diventa un caso simbolico: dimostra come il gruppo voglia affiancare alla crescita dimensionale anche un’identità locale forte, capace di distinguere ogni struttura dal resto dell’offerta.
Gli obiettivi al 2028: 5mila camere e crescita del 30%
Il traguardo delle 5mila camere in gestione entro il 2028 rappresenta il indicatore più immediato del successo del piano. Non è solo una questione di volumi: significa anche consolidare processi operativi, formare personale qualificato e mantenere standard elevati su un numero crescente di strutture distribuite su territori molto diversi tra loro.
La crescita del 30% dei ricavi attesa entro lo stesso orizzonte temporale dipenderà in larga parte dalla capacità di posizionare correttamente ogni nuova apertura nel segmento giusto. Il 2025 è già stato definito dal gruppo come uno degli anni migliori della propria storia, un dato che rafforza la fiducia nella sostenibilità del piano fino al 2028. Se le premesse verranno confermate, Mangia’s potrebbe diventare uno dei principali player italiani nell’hôtellerie di lusso, con un modello che unisce scala industriale e radicamento territoriale.





