Dopo il rincaro del gas tutelato di agosto, la bolletta del gas torna a far sentire il suo peso. Per chi è ancora nel regime di maggior protezione, il conto di agosto 2026 parte da un prezzo più alto e il segno più si vede già nelle prime fatture.
Gas tutelato a 0,686 €/Smc: l’aumento di agosto 2026
Il dato è questo: il prezzo del gas per i clienti in tutela sale a 0,686 €/Smc, con un rialzo del 6,9% rispetto al mese precedente. A comunicarlo è ARERA, l’Autorità che ogni mese aggiorna il valore della materia prima per il servizio di tutela della vulnerabilità. Si tratta del secondo aumento consecutivo, che porta la crescita complessiva a circa il 17% in due mesi.
Per capire la progressione bastano i numeri. Il prezzo di luglio era intorno a 0,642 €/Smc, mentre a giugno si stava sotto lo 0,59 €/Smc. Sono valori ricavati dalle variazioni percentuali, quindi vanno letti come ordine di grandezza e non come cifre ufficiali al centesimo.
Il motivo sta nel meccanismo di calcolo. Il prezzo di riferimento segue l’andamento mensile del PSV, il punto di scambio virtuale dove si forma il prezzo del metano sul PSV all’ingrosso in Italia. Quando le quotazioni all’ingrosso salgono, il rincaro arriva in bolletta con poco ritardo, perché la tariffa non è fissata in anticipo.
0,686 €/Smc non è il prezzo finale che paghi
La cifra riguarda solo la componente di materia prima. A questa si aggiungono trasporto, oneri di sistema, accise e IVA, che formano il resto della bolletta gas. Per questo l’impatto reale sulla spesa è più contenuto del 6,9% annunciato nei titoli.
Chi sono i clienti vulnerabili del servizio di tutela
Dal 2024 la tutela del gas non esiste più per la maggior parte delle famiglie, che sono passate al mercato libero. Resta in vigore solo per i clienti vulnerabili, cioè le persone che la normativa considera più esposte agli effetti dei rincari, una categoria coinvolta anche dall’aumento del 37,3% sulla bolletta elettrica. È un gruppo preciso, non un’etichetta generica.
Rientrano tra i clienti vulnerabili:
- chi ha più di 75 anni;
- chi vive in condizioni di disagio economico e riceve il bonus sociale;
- le persone con disabilità riconosciuta ai sensi della legge 104;
- chi abita in strutture abitative di emergenza dopo una calamità.
Se rientri in una di queste categorie e non hai mai cambiato fornitore, è probabile che il tuo contratto segua proprio questo prezzo. Basta guardare la fattura: se compare il riferimento al servizio di tutela della vulnerabilità, l’aumento di agosto ti riguarda direttamente.
Quanto costa in più la bolletta del gas

Facciamo due conti. Rispetto a luglio, la materia prima costa circa 0,044 €/Smc in più. Moltiplicando per i consumi annui si ottiene la differenza teorica per tre profili di famiglia, prima di tasse e imposte.
| Profilo di consumo | Smc in un anno | Aumento stimato |
|---|---|---|
| Solo cottura e acqua calda | 200 | circa 9 € |
| Appartamento con riscaldamento autonomo | 700 | circa 31 € |
| Famiglia tipo con consumi medi | 1.400 | circa 62 € |
Sono stime su base annua, a prezzo costante. Va aggiunta l’IVA e il risultato dipende da quando consumi davvero: ad agosto il gas si usa poco, quindi l’effetto si sente soprattutto nei mesi invernali, se il prezzo non scende. Il rincaro per ora pesa poco sulle bollette estive, ma pesa di più sulle aspettative per l’autunno.
C’è poi un fattore da non sottovalutare: due rialzi di fila in due mesi. Anche se la singola cifra sembra piccola, la direzione conta, perché dice che le famiglie dovranno tenere sotto controllo la spesa nei prossimi aggiornamenti mensili di ARERA.
Mercato libero: un’alternativa al servizio tutelato
I clienti vulnerabili possono scegliere di restare in tutela oppure passare al mercato libero. Nel mercato libero il prezzo viene fissato dal contratto, e questo apre due strade: un prezzo fisso, che protegge dai rincari per la durata dell’offerta, e un prezzo variabile, che segue il PSV come accade in tutela, spesso con uno spread applicato dal fornitore.
Passare al libero non è automaticamente più conveniente. Conta il confronto tra l’offerta e il prezzo di riferimento del mese, ma contano anche le spese fisse, la durata del vincolo e le condizioni di uscita. Chi ha un contratto a prezzo bloccato, ad esempio, non vedrà muoversi la tariffa mentre il PSV sale, ma rinuncia anche ai ribassi.
Prima di decidere conviene fare un controllo concreto. Prendi l’ultima bolletta, annota i tuoi consumi in Smc e confronta il costo complessivo con almeno due o tre offerte, usando il comparatore dell’Autorità o quello dei principali portali. Se sei vulnerabile e il passaggio ti lascia dubbi, puoi tornare alla tutela quando vuoi, ma è meglio verificare le condizioni prima di firmare.
Cosa controllare nelle prossime settimane

Il prossimo aggiornamento mensile dirà se la corsa si ferma o continua. Nel frattempo vale la pena guardare i consumi, soprattutto se il riscaldamento autonomo parte presto, e tenere d’occhio le fatture per capire quanto della spesa dipenda dalla materia prima e quanto da trasporto e oneri.
Un aumento del 6,9% fa notizia, ma l’impatto sul portafoglio dipende da quanto gas consumi e da come è composta la tua tariffa. Con qualche numero alla mano, il rincaro smette di essere una cifra astratta e diventa una voce di spesa che puoi gestire.





