Il prezzo dell’elettricità scende ancora. Oggi il PUN (Prezzo Unico Nazionale) si attesta a 0,179 €/kWh, un valore che conferma la tendenza al ribasso registrata nelle ultime settimane sul mercato elettrico italiano. Per chi ha un contratto a prezzo variabile, è una buona notizia che si tradurrà in una bolletta più leggera.
Il dato arriva direttamente dal GME, il Gestore Mercati Energetici, che ogni giorno pubblica il valore del PUN calcolato sul mercato day-ahead. Si tratta del prezzo medio a cui viene scambiata l’energia elettrica all’ingrosso, e rappresenta il punto di riferimento per tutti i fornitori che operano nel mercato libero. Un PUN a 0,179 €/kWh è un livello relativamente contenuto rispetto ai picchi registrati negli anni passati, e segna un calo netto anche rispetto alle settimane precedenti.
Prezzo PUN oggi: 0,179 €/kWh in calo
Il valore di 0,179 €/kWh non è uniforme durante tutto il giorno. Il PUN varia in base alla fascia oraria: nelle ore di picco della domanda, tipicamente la mattina e la sera, il prezzo tende a salire, mentre nelle ore centrali della notte e nel primo pomeriggio, quando la produzione da fonti rinnovabili è più abbondante, il costo scende sensibilmente. Il dato di 0,179 €/kWh rappresenta quindi una media giornaliera, calcolata sull’incrocio tra domanda e offerta rilevato ora per ora dal GME.
Per chi ha un contratto in mercato libero indicizzato al PUN, questo valore incide direttamente sul costo dell’energia consumata. Chi invece si trova ancora nel mercato tutelato segue le tariffe fissate trimestralmente da ARERA (che di recente hanno visto anche l’aumento del prezzo tutelato del gas), calcolate comunque sull’andamento medio del PUN nel periodo di riferimento. La differenza tra i due regimi resta un punto centrale per capire come reagisce la bolletta a un ribasso come quello di oggi.
Perché l’elettricità è in diminuzione
Il calo del prezzo dell’energia elettrica in questa fase dipende da più fattori che si sommano. Da un lato, la produzione da fonti rinnovabili, in particolare eolico e fotovoltaico, sta contribuendo in modo significativo al mix energetico nazionale, riducendo la necessità di ricorrere a impianti a gas più costosi. Dall’altro, il prezzo del gas naturale sul mercato di riferimento, il PSV italiano, si mantiene su livelli moderati (nonostante permanga una netta differenza di prezzo tra gas americano ed europeo), e questo si riflette immediatamente sul costo di generazione elettrica, dato che le centrali a gas restano spesso l’elemento marginale che fissa il prezzo finale.
Anche la domanda gioca un ruolo. Con temperature meno estreme rispetto ai mesi estivi, il consumo elettrico legato al condizionamento si riduce, alleggerendo la pressione sulla rete e contribuendo a mantenere i prezzi più bassi durante le aste giornaliere del mercato elettrico.
Cosa significa per le bollette delle famiglie

Per una famiglia con un contratto a prezzo indicizzato, un PUN più basso significa una riduzione diretta della voce energia in bolletta, che tipicamente pesa per una quota consistente del totale, insieme agli oneri di sistema e alle imposte. Chi ha sottoscritto invece un contratto a prezzo fisso non vedrà variazioni immediate, perché il costo è bloccato per la durata contrattuale indipendentemente dall’andamento del mercato all’ingrosso.
Vale la pena ricordare che il prezzo finale in bolletta non coincide mai esattamente con il PUN puro: si aggiungono i costi di dispacciamento, gli oneri di rete e le componenti fiscali, che restano relativamente stabili nel breve periodo. Un calo del PUN si traduce quindi in un risparmio proporzionale, ma non in una riduzione identica sul totale della bolletta elettrica.
La differenza tra fasce F1, F2 e F3
La fascia F1 copre le ore di punta nei giorni feriali, generalmente dalle 8 alle 19, quando la domanda è più alta e i prezzi tendono a salire. La fascia F2 riguarda le ore intermedie, mentre la F3 include notte, festivi e primo mattino, i momenti in cui il costo dell’energia scende di più. Conoscere queste fasce aiuta a capire quando conviene spostare i consumi elettrici in casa.
Andamento del PUN nelle ultime settimane
L’andamento prezzi degli ultimi giorni mostra una traiettoria discendente rispetto ai valori registrati a inizio mese. Confrontando il dato odierno con lo stesso periodo dell’anno precedente, il livello attuale risulta inferiore, segno di un mercato elettrico più stabile rispetto alle turbolenze legate alle crisi energetiche degli anni scorsi. Questo tipo di confronto è utile perché il prezzo dell’energia risente di una forte stagionalità, e guardare solo il dato del giorno prima rischia di dare un’immagine parziale.
Gli operatori del settore osservano con attenzione questi movimenti perché anticipano le tendenze delle prossime aggiornamenti tariffari di ARERA per il mercato tutelato, e influenzano le strategie di acquisto dei fornitori che operano sul mercato libero. Un PUN stabile su livelli contenuti, come quello odierno a 0,179 €/kWh, è generalmente interpretato come un segnale positivo per i consumatori nel medio periodo, a condizione che non intervengano shock esterni sul fronte del gas o della domanda industriale.





