Il Tesoro torna sul mercato con un nuovo strumento dedicato alla transizione ecologica. Il MEF ha affidato a un pool di banche il collocamento di un nuovo BTP Green con scadenza a 12 anni, un’operazione che rientra nella strategia di finanziamento sostenibile portata avanti dallo Stato italiano negli ultimi anni. Vediamo cosa comporta questo mandato e come funziona concretamente l’emissione.
Il MEF ha comunicato di aver conferito il mandato a un sindacato di banche per il collocamento sindacato di un nuovo titolo di Stato green, con scadenza fissata al 2038. Si tratta della modalità tecnica con cui il Tesoro affida a un gruppo selezionato di istituti finanziari il compito di raccogliere gli ordini degli investitori istituzionali e definire il prezzo di emissione, prima ancora che il titolo venga scambiato sul mercato secondario. La scelta della scadenza a 12 anni non è casuale: risponde alla domanda di duration medio-lunga richiesta da fondi pensione, assicurazioni e altri investitori istituzionali interessati a strumenti obbligazionari verdi con orizzonte temporale ampio.
Il mandato del MEF per il nuovo BTP Green a 12 anni
Il mandato alle banche rappresenta il primo passo formale dell’operazione. Il Tesoro seleziona un pool di banche, solitamente tra i principali istituti attivi sul mercato primario dei titoli di Stato italiani, e li incarica di strutturare l’emissione. Queste banche agiscono da collocatori e garanti dell’operazione, occupandosi di raccogliere gli ordini presso gli investitori e di costruire il book, ovvero il registro delle richieste di sottoscrizione che determinerà l’ammontare finale collocato e le condizioni di rendimento.
Per il debito pubblico italiano, l’emissione sindacata resta lo strumento preferito quando si tratta di lanciare un nuovo titolo o una scadenza inedita, perché consente al Tesoro di avere maggiore controllo sulla platea dei sottoscrittori e di comunicare in modo più diretto con il mercato rispetto a un’asta ordinaria.
Come funziona il collocamento sindacato
A differenza dell’asta tradizionale, dove gli operatori specializzati in titoli di Stato presentano offerte competitive entro un orario prestabilito, il collocamento sindacato prevede una fase di apertura del book in cui gli investitori comunicano alle banche mandatarie l’importo e il prezzo a cui sarebbero disposti a sottoscrivere. Questo meccanismo permette di calibrare meglio la cedola e il rendimento in base alla domanda reale, riducendo il rischio di un collocamento insufficiente su una scadenza nuova come quella a 12 anni.
Il processo si sviluppa in poche ore: il giorno dell’annuncio le banche raccolgono gli ordini, comunicano un livello di rendimento indicativo che viene poi affinato man mano che il book cresce, e infine fissano il prezzo definitivo quando la domanda raggiunge un livello considerato soddisfacente dal Tesoro. Per un’emissione green, la platea di sottoscrittori include spesso fondi con mandati ESG che cercano specificamente obbligazioni verdi da inserire nei propri portafogli.
Collocamento sindacato vs asta: la differenza pratica
Nell’asta tradizionale il prezzo emerge dalle offerte competitive degli specialisti in titoli di Stato. Nel collocamento sindacato le banche mandatarie negoziano direttamente con gli investitori istituzionali, permettendo al Tesoro di lanciare scadenze nuove con maggiore controllo sulla domanda.
Cosa sono i BTP Green e a cosa servono

I BTP Green sono titoli di Stato il cui ricavato viene destinato esclusivamente al finanziamento di progetti ambientali rientranti in categorie predefinite: efficienza energetica, trasporti puliti, tutela della biodiversità, prevenzione dell’inquinamento e ricerca su fonti rinnovabili. Ogni anno il Tesoro pubblica un rendiconto che collega la spesa pubblica ammissibile a questi titoli, così da garantire tracciabilità agli investitori che scelgono di sottoscrivere questa tipologia di obbligazioni verdi.
Dal punto di vista finanziario, il funzionamento non si discosta da un BTP ordinario: cedola fissa pagata semestralmente, rimborso del capitale a scadenza, rendimento allineato alle condizioni di mercato del momento. La differenza sta nella destinazione dei fondi raccolti e nella composizione della domanda, spesso più orientata verso investitori con mandati specifici sulla sostenibilità.
Il ruolo nella strategia di finanziamento verde del Tesoro
Dal debutto del programma, il Tesoro ha progressivamente ampliato la gamma di scadenze disponibili per gli investimenti green, affiancando ai titoli già in circolazione nuove emissioni capaci di coprire diversi punti della curva dei rendimenti. L’operazione a 12 anni si inserisce in questo disegno, offrendo agli investitori un punto intermedio tra le scadenze più brevi e quelle trentennali già emesse in passato.
Per lo Stato italiano, ampliare l’offerta di obbligazioni verdi significa anche diversificare la base di sottoscrittori del debito pubblico, attirando capitali internazionali orientati alla transizione ecologica che altrimenti potrebbero indirizzarsi verso emittenti sovrani concorrenti. Ogni nuova emissione sindacata contribuisce così a consolidare la credibilità del programma green italiano sui mercati finanziari globali, un elemento che nel tempo può tradursi in condizioni di finanziamento più favorevoli per il Tesoro stesso.





