Il governo ha deciso: il bollo auto sparirà per milioni di automobilisti italiani, dopo che Forza Italia aveva già proposto di cancellare il bollo auto solo per alcune categorie. Giorgia Meloni ha annunciato in Consiglio dei Ministri l’abolizione bollo auto per una fascia precisa di veicoli, definendola pubblicamente “una delle tasse più odiate” dagli italiani. Ma chi potrà davvero smettere di pagarla, e da quando?
La risposta arriva subito: l’esenzione riguarda le auto di piccola e media cilindrata, con potenza fino a 80 kW, e i motocicli entro determinati limiti di cubatura. Non si tratta di un condono generalizzato, ma di una misura mirata che secondo le stime del governo coinvolgerà circa 14,5 milioni di veicoli in tutta Italia.
Chi non pagherà più il bollo auto: i veicoli inclusi nell’esenzione
Il provvedimento approvato dal Cdm individua due categorie principali di beneficiari. Da una parte le automobili con potenza contenuta, dall’altra i motocicli e ciclomotori più diffusi tra i pendolari e i giovani neopatentati. L’obiettivo dichiarato è alleggerire il peso fiscale su chi possiede veicoli utilizzati per necessità quotidiane, come lavoro e spostamenti brevi, non certo per i modelli più potenti o di lusso.
Auto di piccola e media potenza (fino a 80 kW)
Rientrano nell’esenzione le auto fino a 80 kW di potenza, una soglia che comprende gran parte delle utilitarie e delle berline compatte circolanti sul territorio nazionale. Sono incluse indistintamente le motorizzazioni a benzina, gasolio e ibride, mentre restano escluse le vetture con potenze superiori, considerate dal governo come veicoli non prioritari per questo tipo di sgravio fiscale.
Moto e ciclomotori: limiti di cilindrata
Per quanto riguarda i motocicli esentati, il criterio scelto è la cilindrata. Le moto entro determinate soglie, insieme ai ciclomotori tradizionalmente usati per gli spostamenti urbani, rientrano nella platea dei beneficiari. Anche in questo caso l’idea è escludere i mezzi più performanti, spesso considerati beni voluttuari più che strumenti di mobilità quotidiana.
| Categoria veicolo | Limite previsto | Esenzione |
|---|---|---|
| Auto piccola/media cilindrata | Fino a 80 kW | Sì |
| Auto di grande potenza | Oltre 80 kW | No |
| Motocicli e ciclomotori | Entro soglie di cilindrata definite | Sì |
| Moto ad alta cilindrata | Oltre soglia stabilita | No |
Limiti e regole: un solo veicolo per contribuente
Un punto spesso trascurato nelle prime letture della norma riguarda i limiti applicativi: l’esenzione vale per un solo autoveicolo per contribuente. Chi possiede più auto in famiglia, magari intestate alla stessa persona, potrà beneficiare dello sgravio soltanto per una di esse, presumibilmente quella con caratteristiche più favorevoli o indicata in fase di dichiarazione.
Chi ha due o più auto intestate non ottiene l’esenzione su tutte. La misura si applica a un solo autoveicolo per persona fisica, quindi conviene verificare quale mezzo conviene indicare al momento della richiesta, in base a potenza e utilizzo effettivo.
Da quando vale l’esenzione e per quanto tempo

La tempistica indicata dal governo fissa l’entrata in vigore dell’esenzione bollo 2027, non immediatamente. Questo lasso di tempo servirebbe a definire nel dettaglio i criteri applicativi e a organizzare il coordinamento con le Regioni, che gestiscono materialmente la riscossione del tributo. Resta aperta la domanda sul carattere strutturale della misura: al momento non è chiaro se si tratti di un’esenzione permanente o di un provvedimento con scadenza da rinnovare di anno in anno, un dubbio sollevato anche da alcuni tecnici vicini al dossier.
Quanto costa la misura e come verrà finanziata
Il costo stimato dell’operazione si aggira intorno a 2,36 miliardi di euro, una cifra considerevole che pone il tema delle coperture finanziarie al centro del dibattito parlamentare. Il ministro dell’Economia Giorgetti ha definito la questione come una misura da gestire con attenzione, evitando di trasformarla in un’operazione emergenziale priva di risorse certe. Il nodo principale riguarda proprio le Regioni, che incassano il gettito del bollo e dovranno essere compensate per la mancata entrata.
Le Regioni a guida centrodestra si sono mostrate generalmente favorevoli, vedendo nella misura un segnale politico coerente con la linea del governo. Diverso l’atteggiamento delle Regioni centrosinistra, più caute rispetto all’impatto sui bilanci regionali già sotto pressione per sanità e trasporti, e preoccupate per la tenuta dei conti locali nel medio periodo.
Reazioni politiche: dalla maggioranza all’opposizione
All’interno della maggioranza il provvedimento è stato accolto con toni entusiasti. Matteo Salvini ha rilanciato il tema legandolo alla sua storica battaglia contro il cosiddetto super-bollo sulle auto più potenti, mentre Antonio Tajani ha parlato di una visione liberale della fiscalità, capace di restituire risorse a famiglie e piccole imprese. Per entrambi si tratta di un passo coerente con l’impegno a ridurre il carico fiscale sui ceti medi.
Diversa la lettura dell’opposizione, che solleva critiche sulla reale copertura economica del provvedimento Cdm e sul rischio che l’esenzione finisca per penalizzare proprio le Regioni più deboli finanziariamente. Alcuni esponenti parlano di una misura elettorale più che di una vera riforma fiscale, chiedendo chiarezza sui numeri prima di esprimere un giudizio definitivo.
Nel frattempo resta da capire come cambierà, se cambierà, il rapporto tra cittadini e Regioni sulla gestione pratica del tributo. L’annuncio ha comunque riacceso un dibattito che dura da anni: quello sulla legittimità stessa di una tassa di possesso legata a un veicolo, indipendentemente dal suo utilizzo effettivo su strada.





