Donatella Versace non ci sta a restare in silenzio dopo l’addio alla maison che porta il suo cognome. La stilista ha appena annunciato un nuovo capitolo della sua carriera, e lo fa con un nome che nel settore dell’e-commerce ha già dimostrato di saper lanciare tendenze: Revolve.
Il progetto nasce da una partnership tra Donatella Versace e la piattaforma americana, con l’obiettivo di dare vita a un nuovo brand che parte dal beauty per poi allargarsi alla moda vera e propria. Una scelta che sorprende, perché di solito sono le maison di moda a lanciarsi nel beauty come estensione del business, non il contrario.
Il ritorno di Donatella Versace: un nuovo capitolo dopo Versace
Dopo la cessione della maison Versace a Capri Holdings e i cambiamenti al vertice creativo dell’azienda, molti si chiedevano cosa avrebbe fatto Donatella una volta lasciata la guida del marchio che ha costruito insieme al fratello Gianni. La risposta è arrivata sotto forma di una nuova società, indipendente, pensata per rimettere la stilista al centro dell’industria della moda con un progetto tutto suo.
Non si tratta di un ritorno nostalgico. Donatella ha scelto di ripartire da zero, con una struttura societaria nuova e un partner che arriva da un mondo diverso da quello delle maison storiche: quello digitale, quello dei numeri e dei dati che orientano ogni scelta di prodotto.
La partnership con Revolve: chi è il partner e cosa prevede
Revolve è una delle piattaforme di e-commerce fashion più seguite negli Stati Uniti, con una community di milioni di follower e un modello di business costruito sulla connessione diretta con influencer e clienti giovani. Non è un caso che Donatella abbia scelto proprio questo interlocutore: Revolve conosce meglio di chiunque altro i meccanismi che spingono un prodotto a diventare virale online.
L’accordo prevede la creazione di una società dedicata al nuovo brand, con Revolve nel ruolo di partner strategico e distributivo. In pratica, la piattaforma metterà a disposizione la propria infrastruttura digitale e la propria base di clienti per far decollare il progetto fin dai primi mesi di vita.
Quasi tutte le grandi stiliste lanciano prima la linea moda e solo dopo il beauty, come estensione del brand già affermato. Donatella inverte l’ordine: parte dal beauty per costruire pubblico e riconoscibilità, prima di arrivare agli abiti. Una mossa che riduce i rischi iniziali e sfrutta il ritmo più veloce del mercato cosmetico.
Il progetto: partenza dal beauty, poi la moda

Il lancio del nuovo brand comincerà quindi con una linea beauty, probabilmente make-up e fragranze, un segmento che permette tempi di produzione più rapidi rispetto a una collezione di abbigliamento completa. È una scelta di buon senso: il beauty richiede investimenti iniziali più contenuti e genera un ritorno di immagine più immediato.
Solo in una seconda fase il progetto si estenderà alla moda vera e propria, con collezioni pensate per un pubblico che Donatella conosce bene: quello che ha seguito la sua estetica per decenni, ma anche una generazione più giovane che la scopre oggi attraverso i social e proprio grazie a Revolve. La piattaforma diventa così il ponte tra due mondi che fino a poco tempo fa sembravano lontani: l’heritage di una grande maison italiana e la velocità del retail digitale.
| Fase | Focus | Ruolo di Revolve |
|---|---|---|
| Prima fase | Lancio linea beauty | Distribuzione e visibilità digitale |
| Seconda fase | Estensione alla moda | Piattaforma di vendita e connessione con la community |
Le parole di Donatella: visione e obiettivi del nuovo brand
Nelle prime dichiarazioni legate al progetto, Donatella ha parlato di un desiderio di ricominciare da una connessione più diretta con le persone, senza i vincoli di una struttura aziendale ereditata dal passato. Il termine che ricorre più spesso nei suoi commenti è proprio “connessione”: con il pubblico, con una nuova generazione di clienti, con un modo diverso di intendere il lusso, meno formale e più immediato.
La stilista ha sottolineato anche l’aspetto culturale del progetto: non vuole semplicemente vendere prodotti, ma costruire un immaginario che parli di identità italiana reinterpretata per il mercato globale del retail online. Un obiettivo ambizioso, che punta a far convivere l’estetica barocca e sensuale che l’ha resa celebre con i codici più asciutti del digitale.
Resta da capire quale nome porterà il nuovo marchio e quando arriveranno i primi prodotti sugli scaffali virtuali di Revolve. Quel che è certo è che l’industria della moda osserva con curiosità questo esperimento: se funzionerà, potrebbe diventare un modello per altri stilisti che vogliono ripartire fuori dalle logiche tradizionali delle grandi maison.





