Un ufficio condiviso non basta più. WAO, la proptech nata come spazio di coworking a Milano, ha deciso di allargare il proprio raggio d’azione: oggi propone anche affitti flessibili per abitazioni, unendo lavoro e vita quotidiana sotto lo stesso tetto concettuale. Il passaggio non è casuale, ma il risultato di una strategia costruita in anni di osservazione del mercato immobiliare.
In sintesi: WAO passa dal coworking agli affitti flessibili per abitazioni perché i suoi clienti chiedevano di più. Non solo una scrivania in un hub condiviso, ma anche una casa disponibile con contratti brevi, senza vincoli lunghi e con servizi già inclusi. Da qui nasce il coliving firmato WAO, lanciato a Milano con spazi progettati per chi lavora da remoto, si trasferisce per lavoro o semplicemente vuole vivere in modo diverso.
WAO, una proptech innovativa nata dal coworking
WAO è parte del Gruppo OneDay e si è affermata come una delle proptech più attive nel settore degli spazi flessibili in Italia. Il progetto è partito da un’idea semplice: trasformare uffici tradizionali in luoghi capaci di sorprendere, con design curato e un’attenzione particolare all’esperienza di chi li frequenta ogni giorno.
Sotto la guida di Massimiliano Zampini, fondatore e volto pubblico dell’azienda, WAO ha costruito una rete di coworking che si distingue per l’attenzione ai dettagli architettonici. Non location anonime, ma ambienti pensati come veri e propri set, con cucine di design che ricordano le quinte di un teatro e aree comuni studiate per favorire l’incontro tra professionisti diversi.
Il virage strategico: dal coworking agli affitti flessibili per abitazioni
Il salto verso la locazione flessibile per la casa arriva in un momento in cui il mercato immobiliare italiano fatica ad adattarsi a nuove esigenze abitative, tanto che si parla di un vero e proprio deficit abitativo che blocca l’Italia. Contratti troppo rigidi, depositi elevati, tempi lunghi per trovare un’abitazione: tutti elementi che spingono chi si muove per lavoro a cercare alternative più agili.
WAO ha colto questo vuoto e lo ha riempito applicando alla casa la stessa logica già sperimentata negli spazi di lavoro condivisi: flessibilità contrattuale, servizi integrati, community attiva.
Perché questo pivot verso coliving e flex living
Il flex living risponde a una domanda concreta: sempre più persone lavorano in modo ibrido, cambiano città con frequenza o non vogliono legarsi a contratti di locazione tradizionali di quattro anni. Il coliving proposto da WAO offre stanze o interi appartamenti con contratti che possono durare pochi mesi, bollette incluse e spazi comuni condivisi con altri residenti.
Questo modello di work-life integration nasce dalla convinzione che il confine tra ufficio e casa uso ufficio si sia ormai assottigliato. Chi lavora da remoto non cerca più solo una scrivania, ma un ecosistema che comprenda anche il momento del riposo e della socialità.
I nuovi spazi lanciati a Milano
Milano resta il laboratorio principale per WAO. L’azienda ha annunciato un’espansione significativa degli spazi disponibili in città, triplicando la superficie gestita rispetto agli anni precedenti e integrando le prime soluzioni di coliving all’interno degli stessi edifici che ospitano il coworking.
Questa scelta permette a chi frequenta gli hub di lavoro di avere accesso, negli stessi immobili o in immobili collegati, a soluzioni abitative pronte all’uso. Un modello che riduce i tempi di ricerca casa per i professionisti in trasferta e che rafforza la fidelizzazione verso il marchio WAO.
Il modello di locazione flessibile applicato all’abitare

La locazione flessibile per abitazioni funziona su principi simili a quelli già noti nel coworking: contratti modulari, pagamenti mensili trasparenti, possibilità di disdetta con preavviso breve. Non si tratta di sublocazione informale, ma di una gestione professionale degli spazi, con manutenzione, pulizie e utenze incluse nel canone.
| Aspetto | Coworking WAO | Coliving WAO |
|---|---|---|
| Durata contratto | Giornaliera o mensile | Da uno a diversi mesi |
| Servizi inclusi | Internet, sale riunioni, community | Utenze, pulizie, spazi comuni |
| Target | Freelance, aziende, remote worker | Professionisti in trasferta, nomadi digitali |
Il vantaggio per l’utente è evidente: meno burocrazia, meno rischi legati a un contratto lungo e un’esperienza abitativa più simile a quella di un servizio che a quella di un affitto tradizionale.
WAO ha ottenuto un round di finanziamento da 800mila euro, risorse destinate proprio a sostenere l’apertura di nuovi spazi flessibili tra coworking e coliving. Un segnale chiaro della fiducia degli investitori nel modello ibrido dell’azienda.
Visione e obiettivi per il 2026
Per Massimiliano Zampini, il 2026 rappresenta l’anno in cui il modello ibrido dovrà consolidarsi su scala più ampia. L’obiettivo dichiarato riguarda sia la crescita del numero di spazi gestiti a Milano, sia il miglioramento dell’EBITDA della società, segno di una strategia che punta alla sostenibilità economica oltre alla semplice espansione fisica.
L’idea di fondo resta quella di creare luoghi capaci di sorprendere chi li vive, che siano uffici condivisi o abitazioni temporanee. Il real estate flessibile, secondo Zampini, non è più una nicchia ma una risposta strutturale ai cambiamenti nel modo di lavorare e abitare le città.
Partnership e servizi integrati: Unobravo, design, cucina

Accanto all’espansione immobiliare, WAO ha rafforzato la propria offerta di servizi attraverso partnership mirate. La collaborazione con Unobravo, piattaforma di supporto psicologico online, porta all’interno degli spazi WAO un’attenzione al benessere delle persone che li frequentano, non solo alla componente logistica o estetica.
Il design resta comunque un elemento distintivo: ogni nuovo spazio, sia dedicato al coworking sia al coliving, viene progettato con la stessa cura, dalle cucine condivise agli angoli lettura, fino ai dettagli che rendono ogni hub riconoscibile rispetto alla concorrenza del settore proptech.
Il percorso di WAO racconta bene dove si sta muovendo il mercato immobiliare italiano (verso soluzioni ibride, capaci di adattarsi a stili di vita meno rigidi, dove lavoro e casa smettono di essere due mondi separati), un trend che si inserisce nella più ampia ripresa del settore immobiliare in Italia e Spagna.





