Se avete comprato del brie da Esselunga nelle ultime settimane, fermatevi un attimo prima di metterlo in tavola. Un lotto di questo formaggio a pasta molle è stato ritirato dagli scaffali per un possibile rischio di contaminazione da Listeria monocytogenes. Ecco cosa sappiamo e cosa dovete controllare subito.
Il richiamo alimentare riguarda un brie francese venduto nei punti vendita Esselunga in diverse regioni italiane. Il Ministero della Salute ha pubblicato l’avviso di ritiro precauzionale dopo che i controlli interni del produttore hanno rilevato una presenza sospetta del batterio. Il prodotto è distribuito con marchio del produttore, non con il marchio proprio della catena, ma è comunque acquistabile nei banchi formaggi e nei reparti frigo di Esselunga.
Il lotto da verificare: numeri e scadenze
Il numero di lotto indicato nell’allerta alimentare va cercato sulla confezione o sull’etichetta applicata alla vaschetta. Prima di gettare o consumare il prodotto, controllate con attenzione questi dati:
- Numero di lotto riportato sull’avviso ufficiale del Ministero della Salute
- Data di scadenza stampata sulla confezione, spesso indicata come termine minimo di conservazione
- Nome del produttore e stabilimento di produzione, riportati vicino al codice a barre
Se il numero coincide con quello segnalato, il consiglio è semplice: non consumate il formaggio, anche se sembra in buone condizioni. La Listeria non altera in modo visibile l’aspetto, l’odore o il sapore dell’alimento, quindi non è possibile capire dall’esterno se il prodotto è contaminato.
Cosa fare se hai acquistato il brie ritirato
Chi ha già acquistato il formaggio interessato dal richiamo può riportarlo nel punto vendita dove è stato comprato, anche senza scontrino, per ottenere il rimborso. Esselunga ha attivato la procedura standard prevista in questi casi, che consiste nel ritiro del lotto dagli scaffali e nella comunicazione ai clienti tramite gli avvisi affissi nei negozi e sul sito aziendale.
Se il brie è già stato consumato e non si notano sintomi, nella maggior parte dei casi non c’è motivo di allarmarsi. La listeriosi si manifesta generalmente entro alcuni giorni o poche settimane dall’ingestione dell’alimento contaminato, quindi vale la pena monitorare il proprio stato di salute per un periodo ragionevole dopo il consumo.
Non aprite la confezione per controllare l’odore: la Listeria non produce segnali percettibili. Il modo più sicuro per verificare il rischio è confrontare il numero di lotto con quello pubblicato nell’avviso ufficiale, poi restituire il prodotto al negozio.
I rischi della Listeria monocytogenes per la salute

La Listeria monocytogenes è un batterio che può contaminare diversi alimenti, in particolare i formaggi a pasta molle come il brie, prodotti con latte crudo o sottoposti a processi che non eliminano completamente il rischio microbiologico. Una volta ingerita, può provocare la listeriosi, un’infezione che nella popolazione generale spesso passa inosservata o causa sintomi lievi simili a un’influenza: febbre, dolori muscolari, a volte disturbi gastrointestinali.
Il problema riguarda soprattutto le categorie più fragili. Donne in gravidanza, neonati, anziani e persone con il sistema immunitario compromesso rischiano complicazioni più serie, che nei casi peggiori possono includere meningite o sepsi. Per questo motivo, chi appartiene a queste categorie e ha consumato il formaggio del lotto segnalato dovrebbe contattare il proprio medico anche in assenza di sintomi evidenti, spiegando la possibile esposizione.
| Categoria a rischio | Possibili conseguenze |
|---|---|
| Donne in gravidanza | Rischio di aborto, parto prematuro o infezione neonatale |
| Anziani e immunodepressi | Meningite, sepsi, complicazioni sistemiche |
| Adulti sani | Sintomi lievi o assenza di manifestazioni |
Questo tipo di allerta alimentare non è un caso isolato: negli ultimi mesi diversi richiami hanno riguardato formaggi a rischio, uova e salumi in vari supermercati italiani, segno di un controllo più severo lungo la catena di produzione. La sicurezza alimentare dipende in buona parte dalla rapidità con cui produttore e catena di distribuzione comunicano il problema ai consumatori, ed è proprio questo il motivo per cui gli avvisi vengono diffusi anche prima di avere conferme definitive sulla contaminazione.
Nel dubbio, la scelta più prudente resta sempre la stessa: controllare il lotto, non assaggiare il prodotto per verificarne la freschezza, e affidarsi ai canali ufficiali di Esselunga o del Ministero della Salute per aggiornamenti su eventuali estensioni del richiamo ad altri lotti o prodotti simili.





