Chiedere un prestito con la pensione come garanzia da ottobre costa qualcosa in più. Il motivo è semplice: l’INPS ha aggiornato i tassi per il quarto trimestre 2026 e i valori sono saliti rispetto al trimestre precedente. Se avete in mente una cessione del quinto della pensione, o la state già valutando, conviene capire subito dove cambia il conto e per chi.
I nuovi tassi INPS da ottobre 2026
I tassi INPS vengono rivisti ogni tre mesi. Quelli appena entrati in vigore valgono per i finanziamenti richiesti tra ottobre e dicembre 2026 e sostituiscono i valori del trimestre precedente. Rispetto a luglio il quadro è più caro: i tassi medi sono saliti e, con loro, anche i limiti massimi applicabili ai pensionati.
Non esiste però un solo numero valido per tutti. Per la cessione del quinto della pensione il tasso cambia in base all’età del richiedente e all’importo del prestito. Per questo le tabelle ufficiali dell’INPS sono articolate per fasce d’età, e il costo finale dipende da dove vi collocate.
I valori precisi, fascia per fascia, sono quelli pubblicati dall’Istituto per il quarto trimestre. Prima di firmare, confrontateli con il tasso scritto nel preventivo che vi propongono: un finanziamento non può mai superare il limite fissato per la vostra categoria.
Chi pagherà di più: l’impatto dell’età sul costo del prestito
Nella cessione del quinto l’età pesa molto. Più avanti si è con gli anni, più cresce il rischio coperto dall’assicurazione obbligatoria sul prestito, e questo si riflette sul tasso applicato. Gli over 79 sono quindi la fascia che paga di più, e anche quella che sente di più ogni ritocco al rialzo.
La tabella qui sotto riassume la logica generale. Le fasce sono indicative: per i valori esatti serve sempre la tabella INPS del trimestre.
| Fascia d’età | Costo del prestito | Effetto dell’aumento |
|---|---|---|
| Fino a 64 anni | Il più contenuto | Rincaro moderato |
| 65-74 anni | Intermedio | Rincaro percepibile sulla rata |
| 75-79 anni | Più alto | Rincaro più marcato |
| Over 79 | Il più elevato | Impatto maggiore sul costo totale |
Perché la cessione del quinto costa di più

Dietro l’aumento c’è un meccanismo preciso. Ogni trimestre si rilevano i tassi effettivi globali medi praticati sul mercato per ogni tipo di credito. Da quei tassi medi si ricava la soglia di usura, cioè il limite oltre il quale un prestito diventa illegale. Per legge la soglia si calcola aumentando il tasso medio del 25% e poi di altri 4 punti percentuali, con una distanza massima di 8 punti dal valore medio.
Quando i tassi di mercato salgono, il tasso medio si alza e la soglia di usura con lui. Le banche e le finanziarie hanno così più spazio per applicare condizioni più care, e l’aumento dei tassi si trasferisce sul pensionato che chiede il prestito. Nel quarto trimestre 2026 è andata esattamente così: il costo del denaro sul mercato ha spinto verso l’alto i valori di riferimento.
20.000 euro in 10 anni: quanto pesa mezzo punto in più
Un esempio con numeri tondi, puramente illustrativo e non legato ai tassi ufficiali. Un prestito di 20.000 euro in 120 rate, con tasso fisso all’8%, costa circa 243 euro al mese e 29.100 euro in totale. Con lo stesso importo all’8,5% la rata sale a circa 248 euro e il totale a 29.750 euro. Sono circa 650 euro in più nell’arco di dieci anni, per un solo mezzo punto di tasso.
Con aumenti più consistenti, o su un prestito più alto, la differenza cresce in fretta. Ecco perché tra un trimestre e l’altro vale la pena confrontare più offerte e non fermarsi alla prima.
Cosa cambia per chi ha già un finanziamento in corso
Qui la notizia è rassicurante. La cessione del quinto della pensione è quasi sempre a tasso fisso: quello firmato resta quello per tutta la durata del contratto. Chi ha già un finanziamento attivo non vedrà nessun aumento della rata, perché i nuovi tassi INPS riguardano soltanto le pratiche avviate da ottobre.
Cambia invece lo scenario per chi pensava di rinnovare o di chiedere un nuovo prestito a breve. Se avete un contratto in corso e state valutando un rinnovo, il nuovo tasso sarà quello del trimestre in vigore. Può quindi succedere che rinnovare oggi costi più che a luglio, anche a parità di importo e durata.
Rinnovo anticipato: il calcolo da fare prima
Prima di estinguere un prestito per ripartire con uno nuovo, chiedete il conteggio estintivo e confrontate il costo complessivo. Con tassi più alti rispetto a qualche mese fa, il rinnovo può non convenire.
Come muoversi se state valutando una cessione del quinto

Il rincaro non rende la cessione del quinto un’opzione da scartare, resta uno degli strumenti più accessibili per i pensionati. Basta guardare con più attenzione ciò che si firma. Prima di decidere, controllate tre cose:
- il tasso proposto rispetto al limite INPS previsto per la vostra fascia d’età;
- il TAEG, che include spese e assicurazione, e non solo il tasso nominale;
- la durata scelta, perché una rata più leggera allunga il piano e fa salire il costo totale.
Se l’urgenza non è assoluta, può convenire attendere l’aggiornamento del trimestre successivo, ricordando che il tasso può salire ma anche scendere. Se invece la necessità c’è, chiedete almeno due o tre preventivi e fatevi spiegare ogni voce. Sulla pensione INPS la trattenuta è automatica e dura anni, quindi un confronto fatto con calma oggi evita sorprese per l’intera durata del finanziamento.
In sintesi, i nuovi tassi per il quarto trimestre 2026 rendono il prestito più caro per chi firma da ottobre, soprattutto nelle fasce d’età più alte. I contratti già attivi non cambiano e la rata resta quella pattuita. Il consiglio resta lo stesso di sempre: leggere il preventivo, confrontare e scegliere in base al costo reale del prestito.





