Decathlon ha deciso di cambiare passo in Italia. Dopo anni di gestione diretta di tutti i suoi punti vendita, il colosso francese dello sport apre per la prima volta al franchising, con un piano che prevede 91 nuove aperture entro il 2030. Una svolta che riguarda il modo in cui l’azienda vuole crescere nel mercato italiano, senza stravolgere l’identità del marchio.
La notizia arriva in un momento in cui la rete dei negozi diretti sembra aver raggiunto una certa maturità nelle grandi città, mentre restano scoperte molte zone del paese, soprattutto quelle turistiche e i centri di media dimensione. Il franchising Decathlon Italia nasce proprio per colmare questo vuoto, affidando l’apertura di nuovi punti vendita a imprenditori locali disposti a investire nel marchio.
Decathlon lancia il franchising in Italia: 91 nuovi negozi entro il 2030
Il numero al centro del piano è chiaro: 91 aperture entro la fine del decennio. Non si tratta di un esperimento isolato, ma di una strategia già collaudata da Decathlon in altri paesi europei, dove il modello in affiliazione ha permesso di raggiungere località altrimenti fuori portata per una gestione diretta. In Italia, fino a oggi, ogni negozio Decathlon era di proprietà e gestione dell’azienda stessa.
Con questa espansione del mercato italiano, l’obiettivo è duplice: aumentare la presenza fisica del marchio senza gonfiare i costi di gestione diretta, e coinvolgere chi conosce meglio il territorio per aprire negozi anche dove l’azienda non sarebbe arrivata da sola. Il piano prevede un ritmo di apertura graduale, distribuito negli anni fino al 2030, con priorità alle aree dove la domanda di articoli sportivi è alta ma l’offerta ancora limitata.
Decathlon punta a un totale di 91 nuovi negozi in franchising in Italia, da affiancare alla rete già esistente di negozi diretti. È la prima volta che l’azienda apre questa formula nel paese.
Un modello ibrido tra gestione diretta e affiliazione
La rete Decathlon in Italia non diventerà interamente in franchising. L’azienda ha scelto un modello ibrido, in cui i punti vendita affiliati si affiancano ai negozi diretti già presenti nelle principali città. Le grandi superfici nei centri urbani più densi resteranno probabilmente sotto gestione diretta, mentre le nuove aperture in franchising serviranno soprattutto a raggiungere aree più piccole o stagionali.
Questo equilibrio permette a Decathlon di mantenere il controllo diretto sui mercati strategici, mentre delega ad altri il rischio e l’investimento su territori meno prevedibili in termini di flussi e stagionalità. È lo stesso schema adottato in altri paesi dove il gruppo ha introdotto il franchising, con risultati che hanno convinto il management a replicare la formula anche in Italia.
Due format per città e località turistiche

Il piano distingue due tipologie di negozio. Il primo è pensato per il format urbano, adatto a centri di medie dimensioni dove non esiste ancora un negozio Decathlon ma la domanda locale giustifica un investimento. Il secondo è il format turistico, studiato per le località di mare e montagna, dove la stagionalità cambia radicalmente le esigenze di prodotto e di gestione dello spazio.
Nei negozi di montagna, ad esempio, l’offerta si concentra su sci, abbigliamento tecnico e attrezzatura da trekking, mentre nelle destinazioni balneari prevalgono nuoto, vela e sport da spiaggia. Questa differenziazione permette ai futuri franchisee di adattare l’assortimento al proprio contesto, pur restando all’interno degli standard fissati dalla casa madre.
Chi cerca Decathlon: il profilo ideale del franchisee
Decathlon non sta cercando semplici investitori finanziari. Il profilo che l’azienda ha in mente è quello di imprenditori locali con un legame concreto con il territorio in cui vogliono aprire il negozio. Il radicamento territoriale conta quanto la disponibilità economica, perché il marchio vuole partner capaci di capire le abitudini sportive della propria zona e di costruire un rapporto duraturo con la clientela.
Tra i requisiti che emergono dal piano di espansione ci sono alcuni elementi ricorrenti:
- solidità finanziaria adeguata a sostenere l’investimento iniziale e i costi di gestione
- conoscenza approfondita del mercato locale e delle abitudini sportive della zona
- una reale passione per lo sport, più che un semplice interesse commerciale
- capacità gestionale per guidare un punto vendita nel rispetto degli standard di rete
Questi criteri servono a garantire che l’espansione mantenga la stessa qualità di servizio, indipendentemente dal fatto che un negozio sia gestito direttamente o in affiliazione.
Come funziona il franchising Decathlon: prodotti, formazione e servizi
Chi entra nella rete in franchising non parte da zero. Decathlon garantisce un trasferimento di know-how che comprende formazione del franchisee, procedure operative e accesso ai sistemi logistici del gruppo. L’offerta prodotti resta quella del marchio, con la possibilità di adattare l’assortimento in base al format e alla località, mantenendo però l’identità Decathlon riconoscibile in ogni punto vendita.
Ai franchisee viene lasciata una certa autonomia locale nella gestione quotidiana, ma sempre all’interno di standard condivisi che riguardano layout dei negozi, servizi ai clienti e comunicazione. Questo equilibrio tra libertà imprenditoriale e coerenza di marchio è probabilmente l’aspetto più delicato del nuovo modello, ed è quello che determinerà il successo o meno di questa strategia 2030 nel mercato italiano.
Per gli entusiasti dello sport che hanno sempre pensato di aprire un’attività legata a questo settore, il nuovo piano di Decathlon rappresenta un’occasione concreta. Restano da capire i tempi esatti delle prime aperture e le città che verranno scelte per inaugurare questa nuova fase, ma la direzione intrapresa dal gruppo francese è ormai definita.





