Un miliardo di euro per entrare nella raffineria più grande d’Italia, e 1,3 miliardi da mettere sul tavolo nei prossimi anni, una cifra paragonabile all’investimento di Pirelli per l’espansione negli Stati Uniti. Ludoil ha chiuso l’operazione che porta l’azienda italiana al 51% di Isab, il polo di raffinazione di Priolo, in Sicilia. Un cambio di proprietà che riscrive gli equilibri del settore energetico italiano.
L’accordo è stato firmato con Goi Energy, il gruppo cipriota che controllava l’impianto siracusano dopo l’uscita di Lukoil dal capitale seguita alle sanzioni internazionali. Con questa acquisizione, Ludoil diventa il primo operatore privato italiano a controllare una raffineria di queste dimensioni, aprendo una fase nuova per Isab dopo anni di incertezza sulla proprietà.
Ludoil acquisisce il 51% di Isab: i dettagli dell’operazione
L’operazione ha un’enterprise value stimata attorno a un miliardo di euro. Ludoil rileva la quota di maggioranza relativa del capitale di Isab, mentre Goi Energy mantiene una partecipazione residua. La struttura dell’accordo prevede un percorso di transizione della governance, con Ludoil che assume da subito il controllo operativo e industriale del sito.
La raffineria di Priolo Gargallo, tra le più grandi del Mediterraneo, lavora ogni giorno enormi quantità di crude e distribuisce carburanti su gran parte del territorio nazionale. Passare sotto il controllo di un gruppo italiano cambia la prospettiva strategica dell’impianto, finora gestito da soggetti stranieri in un contesto reso complesso dalle sanzioni contro la Russia.
1,3 miliardi di euro: è l’ammontare complessivo del piano di investimenti che Ludoil intende destinare a Priolo nei prossimi anni, tra modernizzazione degli impianti e nuove linee produttive.
Piano di investimenti da 1,3 miliardi di euro per Priolo
Il piano industriale annunciato da Ludoil punta a trasformare la raffineria in un sito multienergetico, capace di produrre non solo carburanti tradizionali ma anche prodotti a minore impatto ambientale. I 1,3 miliardi di euro previsti verranno distribuiti su più anni, con priorità agli interventi sugli impianti più datati e alle infrastrutture logistiche del porto industriale.
Parte delle risorse arriverà da banche italiane coinvolte nel finanziamento dell’operazione, segno che il progetto viene considerato strategico anche dal sistema creditizio nazionale. L’obiettivo dichiarato è mantenere la competitività del sito rispetto ad altri poli di raffinazione europei, che negli ultimi anni hanno già avviato percorsi simili di riconversione.
Modernizzazione e transizione verso i biocarburanti
Una parte consistente degli investimenti sarà destinata alla modernizzazione degli asset esistenti, con interventi su efficienza energetica e riduzione delle emissioni. Ludoil ha indicato tra le priorità lo sviluppo di linee dedicate ai biocarburanti, un settore in cui la domanda europea è in crescita e dove la raffineria siciliana può ritagliarsi un ruolo di primo piano.
La transizione energetica passa anche da qui: non si tratta di abbandonare la produzione tradizionale, ma di affiancarle nuove tecnologie in grado di rispondere ai vincoli ambientali sempre più stringenti imposti a livello comunitario.
Impatto sull’occupazione e nuove competenze
Sul fronte occupazione, Ludoil ha assicurato la continuità dei livelli di impiego attuali, con l’aggiunta di nuove figure professionali legate ai progetti di modernizzazione. Gli investimenti previsti richiederanno tecnici specializzati in impiantistica, manutenzione predittiva e gestione dei nuovi processi produttivi legati ai biocarburanti.
Per il territorio di Priolo Gargallo e per l’intera area industriale siracusana, la conferma dell’attività della raffineria rappresenta una garanzia importante, considerando quanto l’indotto locale dipenda dal funzionamento continuo dell’impianto.
La raffineria di Priolo: primo polo di raffinazione italiano

Isab non è un impianto qualunque. Si tratta del principale polo di raffinazione presente in Italia per capacità produttiva, capace di incidere in modo significativo sull’approvvigionamento nazionale di carburanti. Per questo l’ingresso di un operatore italiano nella proprietà assume un peso che va oltre la singola operazione finanziaria.
Negli ultimi anni la gestione della raffineria era stata segnata da tensioni legate alla provenienza dei capitali stranieri, in particolare dopo l’uscita del gruppo russo Lukoil dal capitale. L’acquisizione da parte di Ludoil chiude quella fase, riportando il controllo operativo su un soggetto radicato nel tessuto industriale italiano.
Ludoil diventa la più grande MultiEnergy Company privata italiana
Con questa operazione, Ludoil consolida la propria posizione come principale MultiEnergy Company privata del paese. L’azienda, già attiva nella distribuzione di carburanti e nei servizi energetici, aggiunge alla propria filiera un asset industriale di prima grandezza, capace di garantire l’integrazione verticale dalla raffinazione alla distribuzione.
Questo posizionamento permette a Ludoil di ridurre la dipendenza da fornitori terzi e di gestire direttamente una parte rilevante della catena del valore, un vantaggio competitivo non trascurabile in un mercato energetico ancora esposto a shock di prezzo e tensioni geopolitiche.
Il ruolo del governo e delle autorità: golden power e Antitrust

Un’operazione di questa portata su un asset strategico non poteva prescindere dal via libera delle autorità competenti. Il governo ha esercitato i poteri speciali previsti dal golden power, verificando che il passaggio di proprietà non compromettesse la sicurezza degli approvvigionamenti energetici nazionali (un tema legato alle difficoltà energetiche delle imprese lombarde).
Parallelamente, l’Antitrust ha esaminato l’operazione dal punto di vista della concorrenza, valutando l’impatto della concentrazione sul mercato della raffinazione e distribuzione di carburanti in Italia. Il via libera delle autorità ha rappresentato un passaggio obbligato per il completamento dell’acquisizione.
Sul piano della governance, il nuovo consiglio di amministrazione di Isab rifletterà gli equilibri emersi dall’accordo, con una presenza rafforzata di rappresentanti Ludoil accanto ai membri indicati da Goi Energy. Una composizione pensata per garantire continuità gestionale durante la fase di transizione e l’avvio del piano industriale.





