Duecento milioni di euro entro il 2030. È questo l’obiettivo che l’Università Bocconi si è posta con il nuovo piano strategico, una cifra destinata a ridisegnare il rapporto tra l’ateneo, gli studenti e la ricerca scientifica. Non si tratta di un annuncio isolato, ma del cuore di una strategia decennale che punta a rendere Milano un punto di riferimento internazionale per la formazione economica e manageriale (un po’ come nel caso dei 600 milioni di euro stanziati da Sea per lo sviluppo di Malpensa).
La cifra non è simbolica, un po’ come i 136 milioni di euro destinati agli agricoltori contro il caro fertilizzanti. Bocconi investe 200 milioni su giovani e ricerca attraverso una raccolta fondi strutturata, chiamata “A Place for the Future”, che coinvolge alumni, aziende e fondazioni private. L’obiettivo dichiarato è semplice da enunciare ma ambizioso da realizzare: garantire che almeno uno studente su tre possa accedere a borse di studio e agevolazioni economiche entro la fine del decennio.
La Bocconi investe 200 milioni: obiettivo 2030 e piano strategico
Il piano strategico 2026-2030 dell’ateneo milanese si fonda su tre pilastri: sostegno agli studenti, potenziamento della faculty e della ricerca scientifica, sviluppo di infrastrutture e campus. Ognuno di questi ambiti riceverà una quota consistente dei 200 milioni raccolti, con una tempistica precisa che scandisce gli anni fino al 2030.
A differenza di molte università pubbliche italiane, la Bocconi finanzia gran parte di questi progetti tramite donazioni e filantropia privata, un modello più vicino a quello delle grandi università anglosassoni. Questo approccio permette flessibilità nelle scelte di investimento, ma richiede anche una capacità organizzativa notevole per coinvolgere donatori e alumni in modo continuativo.
Priorità dell’investimento: studenti, ricerca e campus
I fondi raccolti non sono distribuiti a caso. Tre aree assorbono la maggior parte delle risorse, ciascuna con obiettivi misurabili e scadenze definite entro il piano quinquennale.
Sostegno ai giovani e borse di studio
La quota più consistente del piano è destinata all’accesso agli studi. L’ateneo vuole ampliare il numero di borse di studio e agevolazioni economiche per studenti meritevoli provenienti da famiglie con reddito medio-basso, un tema particolarmente sentito in un contesto dove i costi universitari restano un ostacolo concreto per molti giovani talenti italiani e internazionali.
L’obiettivo di portare a un terzo la quota di studenti beneficiari di aiuti economici rappresenta un salto significativo rispetto alla situazione attuale. Non si tratta solo di coprire le rette, ma di finanziare anche alloggi, materiali didattici e programmi di scambio internazionale, elementi che spesso pesano più della retta stessa nel bilancio familiare.
Faculty e ricerca scientifica
Il secondo pilastro riguarda il corpo docente e la ricerca. Attrarre e trattenere ricercatori di alto livello richiede investimenti in posizioni accademiche competitive a livello internazionale, laboratori e progetti di ricerca scientifica su temi strategici come l’intelligenza artificiale, la sostenibilità e l’economia digitale.
La competizione tra atenei per i migliori talenti accademici è globale: università statunitensi ed europee offrono pacchetti retributivi e condizioni di ricerca che spesso superano quanto proposto in Italia. Investire su questo fronte significa quindi anche una questione di competitività internazionale per l’intero sistema universitario italiano.
Infrastrutture e sviluppo del campus
Il terzo asse riguarda gli spazi fisici. Il campus bocconiano continuerà a espandersi con nuovi edifici pensati per favorire l’innovazione didattica, spazi di co-working per studenti e startup, aule tecnologicamente avanzate e ambienti progettati secondo criteri di sostenibilità energetica.
| Area di investimento | Obiettivo principale |
|---|---|
| Studenti | Borse di studio e agevolazioni per 1 studente su 3 |
| Faculty e ricerca | Attrazione di talenti accademici internazionali |
| Campus | Nuove infrastrutture sostenibili e tecnologiche |
La campagna ‘A Place for the Future’: come funziona

La raccolta fondi si basa su una rete di donatori che spazia dagli ex studenti alle grandi aziende partner dell’ateneo. Ogni contributo viene indirizzato verso uno dei tre pilastri strategici, con la possibilità per i donatori di scegliere l’area di destinazione del proprio sostegno.
Questo meccanismo di filantropia mirata non è nuovo nel panorama accademico internazionale, ma resta ancora poco diffuso in Italia. La Bocconi punta a consolidare una cultura del giving simile a quella osservata in atenei come Harvard o Stanford, dove le donazioni private rappresentano una quota rilevante del bilancio complessivo.
Un terzo degli studenti Bocconi dovrebbe beneficiare di borse di studio o agevolazioni economiche entro il 2030, secondo gli obiettivi fissati dal piano strategico.
Impatto atteso: formazione, innovazione e responsabilità sociale
Al di là dei numeri, il piano risponde a una domanda più ampia sul ruolo delle università nella società contemporanea. Formare professionisti capaci di comprendere e guidare la trasformazione legata all’intelligenza artificiale richiede risorse dedicate, sia in termini di ricerca sia di aggiornamento dei programmi didattici.
La responsabilità sociale gioca un ruolo centrale in questa visione: rendere l’accesso agli studi meno dipendente dal reddito familiare significa contribuire a una maggiore mobilità sociale, un tema che riguarda direttamente la comunità accademica ma anche il tessuto economico del Paese nel suo complesso. L’ateneo scommette sul fatto che investire su talento e ricerca oggi produca benefici misurabili per l’intero sistema produttivo italiano nei prossimi anni.





