Immobiliare

Superbollo auto, Salvini annuncia il taglio: nuova soglia oltre i 185 kW

Documento di tassa automobilistica con cifra potenza motore evidenziata in rosso

Chi possiede un’auto potente potrebbe presto pagare meno tasse. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato una novità che riguarda direttamente il portafoglio degli automobilisti con veicoli ad alta potenza: il superbollo cambia soglia, e cambia in meglio per molti proprietari.

La proposta prevede di spostare il limite oltre il quale si paga l’addizionale erariale, portandolo a 185 kW rispetto agli attuali 185 CV convertiti in kilowatt secondo i parametri già in vigore. In pratica, meno auto rientreranno nella fascia tassata, con un risparmio concreto per chi guida modelli di grande cilindrata ma non estremi.

L’annuncio di Salvini: la nuova soglia a 185 kW

Il ministro ha parlato di questa riforma fiscale durante un intervento pubblico, definendola una misura attesa da anni dal settore automotive. Secondo Salvini, il taglio del superbollo rappresenta un segnale concreto verso chi acquista auto potenti, spesso penalizzato da una tassa considerata da molti sproporzionata rispetto al valore reale del veicolo.

La riforma non abolisce del tutto la tassa automobilistica aggiuntiva, ma ne restringe il campo di applicazione. Alzando la soglia di potenza motore necessaria per scattare, molte vetture di fascia alta ma non sportiva pura uscirebbero automaticamente dal perimetro dell’imposta. Il ministro ha parlato di un’operazione in due fasi, con un primo intervento normativo previsto già nella prossima legge di bilancio.

Come funziona oggi il superbollo

Attualmente il superbollo si applica ai veicoli che superano i 185 kW di potenza, con un costo di 20 euro per ogni kilowatt eccedente questa soglia. La tassa automobilistica aggiuntiva si somma al bollo ordinario e viene versata ogni anno, colpendo in particolare le auto sportive, alcuni SUV di grossa cilindrata e le vetture di lusso con motori particolarmente potenti.

Esistono già delle esenzioni: i primi cinque anni di vita del veicolo prevedono una riduzione progressiva dell’importo, che si azzera completamente dopo un decennio dall’immatricolazione. Le auto storiche e alcuni veicoli elettrici o ibridi con determinate caratteristiche godono inoltre di trattamenti particolari, pensati per non penalizzare chi investe in tecnologie meno inquinanti.

Quanto si paga oggi per un motore da 250 kW

Con la soglia attuale, un’auto da 250 kW paga il superbollo su 65 kW eccedenti, per un totale di 1.300 euro annui aggiuntivi rispetto al bollo ordinario. Con la nuova soglia proposta, l’importo si riduce sensibilmente in base al modello.

Le ragioni della riforma: una tassa contestata

Automobile sportiva lussuosa con targa e simbolo imposta stradale

Il superbollo nasce come misura per far contribuire maggiormente chi possiede veicoli ad alta potenza, considerati simbolo di ricchezza e di maggiore impatto ambientale. Nel tempo, però, la tassa è diventata oggetto di critiche crescenti da parte di associazioni di categoria e concessionari, che la ritengono superata rispetto all’evoluzione tecnologica del settore automotive.

Molti modelli di fascia medio-alta, oggi dotati di motori sempre più efficienti e potenti anche grazie all’elettrificazione, finiscono per rientrare in una fascia fiscale pensata originariamente per auto da corsa o vetture di lusso estremo. Il governo, spinto anche dalle richieste dell’industria automobilistica italiana, punta quindi a modernizzare i criteri di calcolo della tassa automobilistica.

Situazione Soglia superbollo Costo per kW eccedente
Regime attuale 185 kW 20 euro
Proposta Salvini Soglia rivista al rialzo Da definire in legge di bilancio

L’impatto fiscale del progetto: 250 milioni di euro in gioco

Dal punto di vista delle entrate statali, la riforma non passa inosservata. Il ministro ha parlato di un valore stimato attorno ai 250 milioni di euro, cifra che rappresenta il mancato incasso per lo Stato derivante dall’allargamento della fascia esente. Una somma significativa, che dovrà essere compensata all’interno della prossima legge di bilancio.

Il governo sta valutando diverse strade per coprire questo costo, senza intaccare altri capitoli di spesa legati ai trasporti. Tra le ipotesi circolate ci sarebbe una revisione più ampia della tassa automobilistica, che potrebbe coinvolgere anche altri parametri oltre alla semplice potenza del motore, come le emissioni o l’anno di immatricolazione del veicolo.

Resta da capire con quale tempistica la misura entrerà effettivamente in vigore. Salvini ha parlato di un percorso in due fasi, ma il testo definitivo dovrà passare attraverso il confronto parlamentare e le verifiche di copertura finanziaria richieste dal Ministero dell’Economia. Solo a quel punto sarà possibile conoscere con precisione quali modelli di auto potenti beneficeranno concretamente del taglio annunciato.

Partager cet article
Article publié par la rédaction de Iasse.

A lire aussi

Laisser un commentaire —

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *